Aliquid: un filo che racconta…

Oggi intervistiamo Maria Cristina: ideatrice e realizzatrice dei fantastici Gioielli Tessili Aliquid. Comincia come stilista, studia e si laurea a Urbino alla “Scuola per progettisti di Moda indirizzo costume e moda”. Oggi si cimenta nella creazione di gioielli tessili lavorando con fili e ceramiche; ecco a voi il mondo dietro Aliquid.

Come nasce Aliquid?
Il progetto è nato nel 2006. Ho lavorato per anni nel settore Moda nella progettazione di capi in maglieria uomo e donna. Tutta la conoscenza dei filati e l’amore che ho per i filati, mi ha portato a pensare a degli oggetti disegnati e prodotti da me. L’incontro con il mondo della ceramica ha poi perfezionato il progetto. Fili e ceramica erano perfetti per creare dei gioielli unici e a loro modo originali.

Come hai scoperto la tua vena creativa? 
In realtà ho sempre amato progettare e fare delle cose a mano. Fin da piccola conoscevo l’arte dell’uncinetto e della maglia. Quindi ho solo continuato a fare ciò che ho sempre amato fare.

Tre prodotti che al meglio rapprsentano il tuo negozio:
Collana in cotone all’uncinetto: una delle mie prime creazioni, la mia preferita perché ha le perle nella tecnica raku che preferisco e il bianco craquelé con parti in terra cruda.
Collana avorio in cotone e perle in ceramica raku: questa è sempre la raku e volevo il tono su tono di filo e parti in ceramica. Il risultato è una collana molto elegante.
Collana ciondolo ceramica e cerchi all’uncinetto: questo è il ciondolo che ha una costruzione molto particolare. Può essere indossato in tre modi e lunghezze diverse. Le declinazioni di questa tipologia di collana sono tantissime. Forme e colori ogni volta diverse.

           

Come arrivi all’idea per i nuovi prodotti? Con quali materiali lavori maggiormente e perché?
Progettare è un percorso e mentre fai questo incontri vari stimoli che definiscono sempre più il tuo prodotto. Io sono convinta che ogni prodotto che esce dalle mani è un racconto, un incontro. Io adoro i fili, soprattutto quelli naturali e ogni volta che trovo un filo lo immagino collana, sciarpa o altro ancora. Ogni filo può essere interpretato in maniera diversa, il colore del filo richiama certe suggestioni o forme. La ceramica e la sua modellazione è un altro mondo affascinate a cui mi sono avvicinata dopo, altrettanto affascinante e stimolante. Modellare l’argilla per dare forme inaspettate e ogni volta uniche.

Descrivi brevemente il processo del tuo lavoro creativo:
Ogni pezzo è studiato per unire due lavorazioni, le parti tessili sono fatte all’uncinetto, ricoprendo degli anelli in plastica (molto leggeri, così l’oggetto è piacevole da indossare). L’altro lavoro creativo prevede la modellazione di pezzi in ceramica che mi aiutano a costruire la collana. Ogni pezzo ha una sua funzione non solo estetica.

Come descriveresti il tuo stile e che cosa lo caratterizza?
Mi è difficile definire il mio stile, credo di amare le forme pulite. Minimal un po’ retrò, ma essenziale. Ripropongo antiche lavorazioni per creare oggetti contemporanei. Lascio a chi sceglie un mio gioiello di interpretarlo come vuole. Credo che chi scelga il fatto a mano, è sensibile a certi valori.

Come vedi il tuo futuro come designer e creativa? Con che cosa ci sorprenderai ancora?
Non penso al futuro, come dicevo prima progettare è un percorso. Quindi dipende molto dagli incontri che farò e dalle emozioni che avrò. Ora ad esempio ho conosciuto un artigiano orafo, con cui sto facendo dei pezzi nuovi, stiamo lavorando a un nuovo progetto per creare gioielli tessili e argento. Nasceranno altri oggetti ancora, ancora più particolari. Insomma come dico spesso Aliquid è un filo che racconta….

Hai dei collaboratori con i quali puoi scambiare le tue tecniche, trucchi e idee?
Le collane Aliquid sono fatte solo da me. Sia la parte all’uncinetto che i pezzi in ceramica raku. Collaboro con una ceramista per alcune perle in gres, ed ora con un orafo. Lo scambio con gli altri creativi è sempre positivo, arricchisce e perfeziona il lavoro che si fa da soli.

Come sei arrivata su DaWanda?
Ne avevo sentito parlare già, da persone che fanno fatto a mano, all’inizio quando ho cominciato a realizzare i miei pezzi. Poi ho saputo del sito in italiano e ho pensato che era il momento di creare lo shop DaWanda.


Se dico DaWanda dici?
Fatto a mano dal mondo, la cultura della mano

Ci piace come Maria Cristina descrive DaWanda, ha colto due delle caratteristiche principali: l’internazionalità e il valore del fatto a mano! Ringraziamo la nostra creativa e aspettiamo i suoi nuovi articoli, non vediamo l’ora di vedere il risultato del suo nuovo progetto, per ora in bocca al lupo!

 

Articolo di: Elisa Raffanti

scritto il: 03.12.2012 - 18:47.

2 commenti

  1. edo (03.12.12 20:27 Uhr)

    è bello sapere che esistono persone come Maria Cristina che danno valore al prodotto e al suo processo creativo.

  2. Rita (03.12.12 20:27 Uhr)

    Bellissimi gioielli tessili!!
    Complimenti..

Commenti