GATTACICOVA: abiti da interpretare

Gattacicova nasce dall’intuizione creativa di Marco Daolio, formatosi presso l’Università del Progetto di Reggio Emilia , prima di tutto come designer d’interni e successivamente come stilista.
Nel 2007, dopo due concorsi vinti e varie sperimentazioni, quest’artista mantovano decide di dedicarsi totalmente al settore dell’abbigliamento e arriva l’idea per quello che sarà il fiore all’occhiello della prima vera e propria collezione: l’UOVO , abito dominante con il quale abolisce la taglia attraverso un gioco di asimmetrie. Un pezzo dalla linea pulita che cade morbidamente sul corpo di chi lo indossa.

Marco ci presenta la sua creatura, il suo concetto di stile e di sempre nuova scoperta personale.

Tre prodotti che al meglio rappresentano il tuo negozio:
Cuffie in cashemere
Cappotto
Gilet

Dove trovi l’ispirazione per i tuoi prodotti e quanto tempo dedichi a questa attività?
Cerco l’ispirazione nell’arte, nell’architettura e in riviste specializzate di alto livello di design e illustrazioni sulle quali ho anche avuto la fortuna di essere pubblicato.
Dedico il 100% del mio tempo a questa attività, GATTACICOVA è la mia creatura e la mia professione.

Descrivi GATTACICOVA:
Il prodotto Gattacicova è denso di contrasti , fra tradizione e innovazione , fra ricerca del nuovo e riscoperta del vecchio. Ne conseguono collezioni particolari per un pubblico di nicchia.
Le linee pulite ed essenziali delle collezioni GATTACICOVA si sposano con la cura per la qualità e i dettagli originali che rendono i capi versatili e facili da indossare. Tutto rigorosamente MADE IN ITALY, il brand ottimizza le esigenze di una donna che vuole essere elegante ma allo stesso tempo comoda, che non vuole indossare il proprio abito ma interpretarlo. Priorità irrinunciabile del marchio è quella di anteporre la ricercatezza del prodotto alla commercializzazione di massa, garantendo quindi al proprio pubblico un risultato unico.

Come hai scoperto la tua vena creativa? Chi ti ha ispirato?
Quest’inclinazione artistica ha sempre fatto parte di me e si è sviluppata durante il mio percorso di studi. Lo stilista che più mi ha colpito per la genialità delle sue intuizioni è sicuramente Martin Margiela che è riuscito a trasformare oggetti di uso comune in componenti avanguardistiche della moda.

Descrivi brevemente il processo del tuo lavoro creativo:
Non seguo un percorso standard, mi limito a guardare con curiosità ogni cosa che mi circonda e quando qualcosa mi colpisce la mia mano interpreta gli input del cervello e schizza su fogli mille idee che poi selezione e perfeziono alla mia socia

Come descriveresti il tuo stile?
Il mio stile è uno stile pulito, quasi basico, che trova nei dettagli lo spunto per l’originalità del capo

Come vedi il tuo futuro come designer/creativo? Con che cosa ci sorprenderai ancora?
Spero prima di tutto di riuscire a sorprendere me stesso, sempre… Nonostante l’economia di questo periodo sia un killer temibile per le idee e i nostri sogni, io continuo a sperare che il nostro mondo sia ancora legato al gusto, all’intuizione, al piacere e non a strani algoritmi matematici ricavati da leggi di mercato. Per questo spero sempre di sorprendermi ogni giorno non perdendo mai la voglia di cercare l’ispirazione e l’energia per dare vita alle mie idee.

Sito internet preferito (blog, siti, portali, ecc.):
wgsn.tumblr.com e frizzifrizzi.it

Se dico DaWanda dici?
EUROPA!

Articolo di: Elisa Raffanti

scritto il: 14.01.2013 - 14:00.

Categoria: Interviste

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