Per lei creare è una “sana ossessione”

Oggi vi voglio presentare Silvia Marzucchi, qualcuno di voi la conosce meglio come la realizzatrice di gioielli unici e proprietaria del negozio SteamyLab. Qui di seguito la sua storia: tra ispirazioni londinesi e grovigli di idee, ecco come nascono i suoi gioielli.

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Descriviti in breve
Nata sotto il segno dei Pesci, quindi contraddittoria, mutevole e spesso incomprensibile agli altri e a me stessa. Mi piacciono stili e concetti opposti, quindi amo il minimalismo contemporaneo, così come lo shabby and chic e sono una sognatrice con i piedi per terra. Credo che ogni cosa accada per una ragione ben precisa e che ogni esperienza vissuta, bella o brutta, sia un tassello da aggiungere per completare il puzzle della propria vita.

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Qual’è la tua professione? Che cosa hai studiato?
I miei studi non hanno niente a che vedere con ciò che faccio adesso, almeno direttamente. Ho sempre studiato materie tecniche e sono laureata con “First” alla Middlesex University di Londra in Informatica. Paradossalmente, il mio percorso formativo basato su regole ben precise, mi ha avvicinato all’imprevedibilità del processo creativo.

Da Londra alla Toscana? Dicci di più!
Andare a vivere a Londra è sempre stato un mio desiderio. A 25 anni, ho lasciato un lavoro sicuro da un commercialista e mi sono avventurata in quella che definisco la città dalle mille opportunità. Ci ho vissuto 6 anni meravigliosi che hanno plasmato il mio carattere e la mia formazione, poi la mancanza del mio mare mi ha riportato a casa, ma con riserva…

Dove trovi l’ispirazione per i tuoi prodotti e quanto tempo dedichi a questa attività?
L’ispirazione la trovo in tutto ciò che mi circonda, anche se spesso non riesco ad identificare una fonte precisa. Si tratta piuttosto di un processo interiore indefinito, guidato molto più dall’istinto che dalla razionalità.
Dedico ogni nanosecondo della mia giornata alla mia attività, anche quando non creo manualmente qualche oggetto, la mia mente non si ferma. Credo che si possa definire una sana ossessione.

Tre prodotti che al meglio rappresentano il tuo negozio e perché?
La Collana Pendente Lunga perché rappresenta il mio stato mentale quando non lavoro a qualche nuovo design; un groviglio di idee che vogliono liberarsi e prendere forma, la Collana Pizzo Macramè e tutti i gioielli che ho creato con questo pizzo, perché sono ritagli del vestito da sposa di mia mamma e l’Anello Wire Wrap perché amo la pelle e la sua versatilità.
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Come hai scoperto la tua vena creativa? Chi ti ha ispirato?
Ho sempre avuto il sentore di avere una vena creativa, ma dovevo capire dove e come incanalarla. A Londra facevo mercatini artigianali vendendo gioielli in Vetro di Murano per pagarmi gli studi, ed è lì che ho scoperto il mio elemento. Sono ispirata da tutti gli artisti che riescono a farsi da soli, da coloro che toccano il fondo per poi rialzarsi più forti di prima.

Come arrivi all’idea per i nuovi prodotti? Con quali materiali lavori maggiormente e perché?
Tutti i miei design nascono in modo naturale, guidati molto dall’istinto e dall’improvvisazione. Ogni pezzo si crea da solo. Non mi voglio certo paragonare, ma aveva ragione il grande Michelangelo, l’opera è già dentro il pezzo, va solo tirata fuori. Amo sperimentare e combinare materiali diversi, perché mi permette di rimanere piacevolmente sorpresa dal risultato finale.

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Come descriveresti il tuo stile e che cosa lo caratterizza?
Il mio stile è in realtà un insieme di stili diversi, minimale, boho ed eclettico, con in comune la praticità.

Come vedi il tuo futuro come creativa? Con che cosa ci sorprenderai ancora?
Lo vedo ricchissimo di prove da superare e traguardi da raggiungere. Beh, per saperlo dovrete seguire i miei progressi. Vi posso solo anticipare che lavorare l’argento sarà il mio prossimo obiettivo.

Hai dei collaboratori con i quali puoi scambiare le tue tecniche, trucchi e idee?
No, sono una solopreneur. Lo scambio e il supporto con altre menti creative è fondamentale, specialmente per chi, come me, lavora da sola. Hai bisogno di confrontarti e di condividere le tue idee e molto spesso anche le tue stranezze! Per questo Internet è la mia salvezza, dato che mi permette di parlare e confrontarmi con chiunque, ovunque.

Come sei arrivato su DaWanda e che cosa ti aspetti da questa piattaforma?
DaWanda l’ho scoperto mentre stavo ricercando piattaforme dove poter vendere le mie creazioni. Mi è piaciuto subito ed in men che non si dica, ho aperto il negozio. Nel giro di pochi mesi ho notato una forte crescita di DaWanda, quindi spero di far apprezzare il mio lavoro ad un pubblico che ama il “fatto a mano” con il cuore!

Se dico DaWanda dici?
Libertà di scegliere prodotti 100% artigianali ed unici, creati con estrema attenzione ai dettagli.

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Un grazie alla nostra “Michelangelo”, continua a scovare nella materia tanti altri bellissimi prodotti per farci felici tutte con i tuoi gioielli!

Alla prossima, con chissà quale designer da riempire di domande!

Articolo di: Elisa Raffanti

scritto il: 11.02.2013 - 18:02.

Categoria: Interviste

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