Inseguire la passione e trasformarla in professione: la storia di Joana Fulana Fashion Bags

Oggi incontriamo una seller davvero speciale: Vivianne del marchio Joana Fulana fashion bags. Arriva direttamente dal Brasile e fin da piccola ha coltivato la sua creatività. Si definisce una sognatrice, innamorata del design, dei tessuti e dell’ambiente. In questa intervista Vivianne ci ha raccontato del percorso che l’ha portata a diventare designer a tempo pieno, sempre ricordando che “la diversità è ciò che rende la vita più bella”.

Il suo brand è allegro e contemporaneo ed il suo logo rappresenta una coccinella che, se capovolta, diventa una ragazza con i capelli stile “black power”. Joana in portoghese vuol dire coccinella mentre “Fulana” è la “ragazza qualunque”. Lo spirito della marca si compone infatti di questi elementi: versatile e per tutti.

– Quali prodotti vendi nel tuo negozio online DaWanda?

Nel mio negozio DaWanda vejoana fulanando le borse ed accessori realizzati a mano, fatti di tessuti vari, ecopelle oppure materiali sintetici ad effetto pelle, tutti di alta qualità, e da poco ho cominciato anche ad utlizzare materiali di recupero che comporranno le nuove collezioni in “limited edition”.

– Per favore, nomina tre prodotti che al meglio rappresentano il tuo negozio e se vuoi dicci il perché.

Clutch Necessaire: questo modello mi piace moltissimo soprattutto perchè è multifunzionale. Immagino una donna che durante il giorno va in giro con la sua classica handbag piena poi a fine giornata, tira fuori la clutch con tutti gli oggetti essenziali e va più leggera e fashion ad un happy hour con gli amici.

Maxiportafoglio : questo modello dà un tocco fashion a qualsiasi outfit ed è versatile, può essere utilizzato sia come borsa da sera o da giorno, come borsa da lavoro ed anche come porta tablet.

Tracolla Rainbow: questo modello all’inizio è stato pensato come edizione limitata ma ha avuto talmente successo da farmi pensare di sviluppare altre stampe a ampliarne la produzione. Le trovo comodissime in ogni situazione.

– Dove trovi l’ispirazione per i tuoi prodotti e quanto tempo dedichi a questa attività?

Cerco di informarmi costantemente sulle nuove tendenze di moda sul mercato e tradurle in versione handmade; mi piace anche seguire la settimana della moda europea, le grandi marche hanno molto da offrire come ispirazione. Dedico la maggior parte del mio tempo alla produzione, è un lungo processo. Bisogna impegnarsi.

– Come sei riuscita a trasformare la tua più grande passione, l’handmade, nella tua professione?

Tutto cominciò in Brasile, nel 2007 quando decisi di mollare la carriera da avvocato per dedicarmi alla mia vera passione: la moda. Qualche anno prima avevo già cominciato a produrre artigianalmente borse di stoffa e il successo raggiunto fra le amiche mi ha incoraggiato ad investire nel mio sogno. Dopo aver registrato il marchio, ho cominciato a commercializzare le mie creazioni e in breve ho conquistato un importante seguito nella mia città. Anche da altre regioni del Brasile arrivavano ottimi segnali d’interesse. Detto così sembra che sia stato facile, però come tutti i principianti ho trovato moltissime difficoltà sul mio percorso: impegnarmi a produrre e fornire tanti pezzi a numerosi clienti, mi ha fatto lavorare incessantemente quasi da sola per anni, finchè è arrivata l’opportunità di avere un atelier con la collaborazione di sarti professionisti.  Tutto ciò, anni più tardi, mi ha permesso di aprire un negozio esclusivo Joana Fulana sul litorale brasiliano. Il corso imprevedibile della vita mi ha portato in Italia, dove fortunatamente ho trovato un’amica a Roma, che mi ha aiutata a presentare le mie creazioni sui mercatini dell’artigianato più in voga della capitale.joana fulana

– Come hai scoperto la tua vena creativa? Chi ti ha ispirato? Hai qualche modello nel campo del design?

Mentre ero ancora all’università, a studiare Diritto. Mi ricordo di aver avuto sempre la sensazione che mancava qualcosa e mi sentivo spesso a disagio nell’ambito formale e preciso di giurisprudenza. Ero giovane e sono stata, in un certo senso, spinta a scegliere una carriera “seria”, però dopo la laurea ho capito che non potevo fare a meno della mia creatività per essere felice. Mi hanno ispirato diversi designers brasiliani, ma i miei preferiti sono Alexandre Herchcovitch, Gloria Coelho e Isabela Capeto.

– Descrivi brevemente il processo del tuo lavoro creativo:

Parto sempre da una ricerca sulle tendenze, anche se non le seguo alla lettera. Preparo i disegni e gli stampi con tutte le misure da tagliare sul tessuto. Cerco i materiali da utlizzare oppure le rifiniture e gli accessori metallici, che definiranno il risultato finale del processo creativo. Dopo aver deciso quali saranno i nuovi modelli da inserire nella collezione, segue la produzione di ogni singolo pezzo, interamente artigianale.

– Come vedi il tuo futuro come designer? Con che cosa ci sorprenderai ancora?

Vorrei avviare la produzione anche in Italia in modo che le nuove collezioni siano al 100% ideate e prodotte qui. Sicuramente tutta l’esperienza acquisita nello start up del marchio in Brasile è un vantaggio che si nota con la cura del dettaglio. La sfida ad entrare nel competitivo mercato italiano mi spinge a sviluppare prodotti handmade sempre più elaborati che offrano qualità e versatilità. Così vedo il mio futuro: lavorando sodo per offrire ai miei clienti il meglio.

joana fulanaTuttavia, il progetto più ambizioso per quest’anno è quello di raggiungere anche altri paesi d’Europa. Presto “sbarcheremo” nel Regno Unito! La piattaforma DaWanda è speciale per questo motivo. Democratica, ci offre la possibilità di condividere le nostre creazioni ovunque.

– Hai dei collaboratori con i quali puoi scambiare le tue tecniche, trucchi e idee? Quanto è importante per te il rapporto e lo scambio con gli altri creativi?

Purtroppo ancora no. Magari li troverò su DaWanda! Il rapporto e lo scambio con gli altri creativi sono senz’altro fondamentali per sviluppare le migliori idee.

– Come sei arrivata su DaWanda?

Tramite Mercato Monti. Ho visto che facevano le selezioni fra gli espositori e “mi sono autoinvitata” a partecipare.

– Che cosa ti aspetti da questa piattaforma?

Senz’altro la visibilità dei miei prodotti, un desiderio comune a tutti i creativi. Ma non solo questo, per me è molto importante che l’handmade, in generale, venga valorizzato. Le persone, soprattutto quelle che frequentano i mercatini, hanno la tendenza a pensare che i prodotti fatti mano debbano costare poco, invece è il contrario. L’artigianato ha come caratteristica principale l’esclusività, e tutto ciò che è esclusivo ha un valore aggiunto e deve essere apprezzato per la sua particolarità. I veri tesori vengono realizzati a mano con cura ed ispirazione, e questo non succede in una produzione industriale. Su DaWanda ho trovato questa mentalità, quindi mi aspetto un grande sviluppo di questa proposta e mi auguro possa aiutare l’espansione di questo mercato in tutta Italia.

– I tuoi negozi preferiti su DaWanda?

Petiti Panda, Made by Heidi, Archigiani

 

 

Articolo di: Teresa

scritto il: 11.08.2014 - 10:30.

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