“Ogni tessuto ha la sua anima”: la storia di Greta Pigatto

gretapigatto collage
Come molte storie di passione e impegno, la storia di Greta Pigatto comincia con il desiderio di cambiamento, decidendo di smettere di lavorare per le grandi case di moda – ambito nel quale seguiva la produzione a livello industriale – e cercando di inseguire un sogno tutto suo: quello della riscoperta dell’aspetto artigianale nella produzione di abbigliamento.
Era il 2007 quando Greta Pigatto decide di mettersi in proprio, cominciando a produrre accessori e magliette.
L’anno seguente la vede impegnata nell’apertura di una boutique online, ma è nel 2009 che le magliette di Greta, indossate dalla cantante Arisa nel suo video di esordio, la portano a cominciare la sua avventura a tempo pieno nella produzione di abbigliamento: Greta Pigatto Couture.
La passione e l’amore per l’artigianato emergono in ogni parola che Greta sceglie per raccontarci la sua storia, che oggi la vede creativa (e mamma) full time.

 

In che modo lavorare con le mani ha cambiato la tua vita?
Ho iniziato a lavorare con le mani perché il mio lavoro dell’epoca mi aveva completamente svuotata, alienata e mi sono riavvicinata alla manifattura, alla pittura per gioco, scoprendo che invece rispecchiava la mia vera natura, bisognosa di cose belle, semplici, pure, di anima e cuore.
Qual è la tua formazione?greta pigatto
Ho studiato come grafica ma ho trovato nella moda la mia dimensione. Mia madre e mia zia lavoravano già in questo ambito, come dire…una passione di famiglia! Questo mi ha permesso anche di avvalermi dei loro consigli e dell’esperienza di mia madre in particolare, che lavora come modellista e che nel suo tempo libero viene a farmi visita nel mio atelier. Lì può ritagliarsi un tempo diverso da quello del suo lavoro quotidiano, aiutarmi a perfezionare i capi e consigliarmi. La mia formazione comunque torna utile nella fase di promozione e packaging dei miei capi: lì torna fuori la grafica che è in me!

 

Hai uno spazio tutto tuo per lavorare?
Ho ricavato uno spazio per lavorare nel nostro appartamento, che mi serve sia come laboratorio che come showroom. Mi piace pensare alla mia attività come “Slow Fashion”: una moda che segue il ritmo lento che si addice al prodotto, il che mi permette di affezionarmi non solo al capo che realizzo, ma anche al cliente per cui lo confeziono. Questo mi mancava moltissimo quando lavoravo in azienda: non avevo la percezione e il contatto con le persone che acquistavano quei capi.

Lavori a delle collezioni stagionali?
No, nel mio ricavarmi una “nicchia” mi sono anche resa conto di non voler cedere alle dinamiche del mondo cosiddetto fashion, che impongono un cambiamento continuo di direzione, linee e stili.
I miei capi non hanno tempo: preferisco lavorare sodo per perfezionarne la vestibilità, la forma, piuttosto che pensare sempre a prodotti nuovi. Il mio rinnovamento sta nel fatto che ogni pezzo è unico, a partire dalla sfumatura di colore, fino alla decorazione. Per le mie clienti è un acquisto emozionale, fatto su misura per loro.

 

Che cosa vorresti migliorare nel tuo lavoro, c’é qualcosa che ti manca?
Vorrei avvalermi di un aiuto a livello commerciale. Se sei un creativo al 100% non riesci ad essere un contabile, a dare il giusto prezzo alle tue creazioni, è importante avere un supporto da quel punto di vista. Anche per le immagini talvoltagreta pigatto mi faccio aiutare, a volte lavorare solo nel proprio studio è come stare in una bolla. Il confronto è necessario.

 

Con che cosa ci stupirai in futuro?
Sto lavorando all’idea di realizzare dei prodotti semilavorati con lo stesso stile die miei abiti. A brevissimo presenterò una collezione di cover per smartphones e ho in mente anche di lavorare a delle borse in pvc, tutti prodotti stampati in Italia con le mie illustrazioni. In questo modo potrò trasmettere un “messaggio totale”, diversificare la mia offerta anche per venire incontro alle esigenze del pubblico.

 

Un consiglio che daresti a chi vuol mettersi alla prova e dedicarsi all’handmade?
Sii te stesso, crea con amore, datti il giusto valore e abbi solo paura di avere successo.

 

Al mattino il tuo primo pensiero è?
La mia bimba Zoe, di quasi 2 anni, perché mi sveglia chiamando “mamma” e me la porto nel lettone per fare le coccole. È importante per me darle un esempio, mostrarle che bisogna sempre inseguire i propri sogni, riscoprire i valori che consideriamo importanti e che troppo spesso finiscono per essere dimenticati.

 

Cosa è davvero importante per te?
Lavorare con il cuore, circondarmi di persone positive, la solidarietà con gli altri creativi.
_MG_1967

 

Articolo di: Teresa

scritto il: 16.09.2014 - 11:23.

Commenti